GLOSSARIO

INTOLLERANZA AL LATTE

intolleranza al latte

In questa condizione l’organismo non tollera una componente specifica del latte, vale a dire lo zucchero contenuto naturalmente nella sua composizione, chiamato lattosio. In situazioni normali, il lattosio viene scomposto dall’enzima lattasi in due molecole più piccole, che si chiamano glucosio e galattosio, le quali, grazie alle loro dimensioni ridotte, possono essere assorbite dall’intestino ed entrare nel circolo sanguigno.

Quando l’attività dell’enzima lattasi è ridotta, o nei casi in cui questo enzima manchi del tutto, il lattosio viene scomposto solo parzialmente o non può proprio essere scisso in zuccheri più semplici e, quindi, viene trasportato così com’è nell’intestino crasso, dove viene fermentato dalla flora batterica. Questo fenomeno può determinare sintomi gastrointestinali rappresentati da dolore addominale generalizzato, crampi addominali, gonfiore e tensione intestinale, aumento della peristalsi, meteorismo, flatulenza e diarrea con feci acquose. 

L’attività della lattasi inizia a diminuire nella maggior parte delle persone intorno ai 2 anni di vita con una riduzione progressiva geneticamente programmata, ma in qualche raro caso l’enzima non è prodotto del tutto per un’alterazione genetica..

 

Comparsa della sintomatologia

I sintomi dell’intolleranza al lattosio insorgono da 1 a poche ore dopo l’ingestione di latte o latticini. Occorre però ingerire una certa quantità di latte o latticini perché compaiano le manifestazioni di intolleranza. Si stima che occorrano più di 240 ml di latte al giorno (12 grammi di lattosio) per provocare sintomi nelle persone con carenza di lattasi.

L’insorgenza della sintomatologia è anche dipendente dal cibo associato, in quanto è legata alla velocità di svuotamento gastrico: se il lattosio si sposta rapidamente dallo stomaco a un intestino con bassa attività lattasica, i sintomi saranno più evidenti.

Quindi se il lattosio viene ingerito insieme a carboidrati, che aumentano la velocità di svuotamento dello stomaco, i sintomi sono più probabili o più intensi, mentre se viene ingerito insieme a grassi, che riducono la velocità di svuotamento gastrico, i sintomi possono essere molto ridotti o addirittura assenti.

I sintomi di intolleranza al lattosio raramente si sviluppano prima dei 6 anni; possono restare inapparenti fino all’età adulta a seconda della quantità di lattosio ingerito nella dieta e della velocità di diminuzione della attività della lattasi.

 

Come si diagnostica l’intolleranza al latte

Oltre alla valutazione della comparsa di sintomi intestinali in associazione al consumo di latte e latticini, la diagnosi di intolleranza si basa sull’esecuzione di alcuni esami.

L’esame diagnostico di prima scelta è il “test del respiro”, o Breath Test all’idrogeno. Il meccanismo su cui si basa il “test del respiro” è semplice: il mancato assorbimento del lattosio porta alla fermentazione dello zucchero da parte della flora batterica intestinale con produzione di idrogeno che viene assorbito nel sangue ed eliminato attraverso i polmoni. Il malassorbimento del lattosio può quindi essere dimostrato dall’aumento della quantità di idrogeno esalato dopo un carico orale di 20 g di lattosio. Tale test è altamente specifico, di facile esecuzione e di costo contenuto. 

 

Cura dell’intolleranza al latte

Il cardine della terapia è una dieta a ridotto contenuto di lattosio. La quantità di lattosio tollerata è variabile,  quindi è opportuno eliminare gradualmente gli alimenti, a cominciare da quelli a più alto contenuto in lattosio e cioè latte, yogurt e formaggi freschi. Questi alimenti possono essere sostituiti con alimenti analoghi privi di lattosio, che attualmente si trovano in commercio con facilità. 

Dato che gli alimenti contenenti le più elevate quantità di lattosio sono anche quelli più ricchi di calcio,  è consigliabile una supplementazione di questo minerale in tutte le persone che devono sottostare a una stretta dieta di eliminazione e in particolare nei bambini che richiedono grandi quantità di calcio per lo sviluppo osseo.

Questi suggerimenti non vogliono e non possono sostituire i consigli e le raccomandazioni delle figure sanitarie di riferimento come il medico e il farmacista.

 

Scopri di più sulle intolleranze alimentari.

 

Le informazioni contenute in questa sezione sono fornite da JWT e non sostituiscono in alcun modo il parere medico o il consiglio del farmacista 


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