GLOSSARIO

CELIACHIA

celiachia

Questa condizione, chiamata anche celiachia, è un’intolleranza permanente al glutine, una proteina presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. Si tratta di una malattia autoimmune geneticamente determinata, nella quale l’ingestione di cibi contenenti glutine attiva in maniera anomala il sistema immunitario, che risponde danneggiando l’intestino. 

Le cellule del sistema di difesa provocano in particolare la scomparsa di una parte importantissima della mucosa intestinale, ovvero i cosiddetti villi, che sono delle minuscole estroflessioni della mucosa dell’intestino attraverso le quali assorbiamo i nutrienti contenuti nei cibi. La scomparsa dei villi intestinali provoca, quindi, il mancato assorbimento di sostanze nutrienti fondamentali.  

L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100 persone. I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 600.000, ma ne sono stati diagnosticati a oggi poco più di 100.000. Ogni anno vengono effettuate 10.000 nuove diagnosi con un incremento annuo di circa il 10% (41-44).

 

Sintomi della celiachia

Anche se è considerata tipica dell’età pediatrica, questa intolleranza, invece, può comparire, più o meno acutamente, in un periodo qualsiasi della vita, spesso dopo un evento stressante quale una gravidanza, un intervento chirurgico o una infezione intestinale.

Le manifestazioni della malattia sono molto varie: alcune persone presentano un quadro classico di malassorbimento con diarrea, perdita di peso e carenze nutritive multiple; altre, invece, riferiscono uno o più sintomi cronici spesso estranei all’apparato digerente.

Sono comuni disturbi come crampi, debolezza muscolare, formicolii, emorragie, gonfiore alle caviglie, dolori ossei, facilità alle fratture, alterazioni cutanee, afte, disturbi psichici. Molto frequente è l’anemia da carenza di ferro. 

Nei bambini, nella maggior parte dei casi, l’intolleranza si evidenzia a distanza di circa qualche mese dall’introduzione del glutine nella dieta, con comparsa di diarrea, vomito, anoressia, irritabilità, arresto della crescita o calo del peso corporeo.

 

La diagnosi di celiachia

L’analisi del sangue e la biopsia intestinale sono i due esami fondamentali che permettono l’accertamento della presenza della celiachia. Essendo la celiachia una malattia autoimmunitaria, con l’esame del sangue si vanno a ricercare degli specifici autoanticorpi, cioè anticorpi diretti contro alcune particolari strutture dell’organismo. 

Nel sospetto di celiachia, si ricerca la presenza di anticorpi anti-transglutaminasi tissutale (tTG), di anticorpi anti-gliadina (AGA), e di anticorpi anti-endomisio (EMA). La ricerca degli anti-transglutaminasi tissutale si può effettuare nella saliva. Questo tipo di indagine, essendo poco invasiva, è molto indicata nei bimbi.

La biopsia intestinale si effettua attraverso un endoscopio, prelevando dall’intestino tenue dei piccoli campioni di tessuto che saranno poi analizzati per valutare la gravità delle lesioni. I risultati della biopsia intestinale sono inoltre indispensabili per ottenere dalla ASL di competenza l’esenzione per l’acquisto di prodotti senza glutine entro una soglia di spesa mensile che varia da Regione a Regione.

 

Cura della celiachia

Attualmente l’unico rimedio possibile contro la celiachia è  una dieta priva di glutine. Escludendo questa proteina dall’alimentazione, l’intestino si ripara gradualmente e i sintomi scompaiono.

Nei supermercati e nelle farmacie esistono linee complete di prodotti appositamente preparati senza glutine. Esistono tuttavia in natura molti alimenti che sono privi di glutine, ma va detto che sono molto frequenti e molto facili, soprattutto nelle lavorazioni industriali o nella ristorazione, delle contaminazioni con glutine durante la preparazione dei cibi. 

Nelle tabelle che seguono riportiamo i cibi che in natura non hanno glutine e quelli che invece lo contengono e devono essere considerati off-limits da chi soffre di celiachia.  

Cibi naturalmente privi di glutine  
cereali, farine e tuberi riso, mais, miglio, grano saraceno, patate, manioca, amaranto, sorgo, quinoa
frutta, verdura e legumi tutti i tipi di frutta (fresca, secca, essiccata, sciroppata) tutti i tipi di verdura (fresca, congelata, surgelata, etc) anche conservata (sott’olio, sott’aceto, sotto sale etc) tutti i legumi: fagioli, piselli, lenticchie, ceci, lupini, fave, soia
latte e derivati latte, yoghurt, formaggi, panna
carne, pesce e uova tutti i tipi di carne e pesce fresco, congelato, surgelato, al naturale, sott’olio, sotto sale etc
grassi da condimento grassi di origine animale: burro, lardo strutto e grassi di origine vegetale: oli vegetali (da preferire l’olio extravergine di oliva)
zuccheri, dolciumi e bevande tutti gli zuccheri (saccarosio, destrosio, fruttosio, etc), miele, succhi di frutta non addizionati, bevande gassate, caffè, vino, rhum, grappa

 

Cibi contenenti glutine  
frumento grano duro, grano tenero, germe di grano, fiocchi, pani e pizze, pan grattato etc
segale pane, grissini, crackers, etc
farro zuppe (anche miste), crusca, malto
spelta farine per dolci, biscotti etc
orzo biscotti, zuppe, pasta (anche ripiena), pani e pizze, pan grattato, etctd>
triticale e kamut farine, biscotti, fette biscottate, etc
greunkern (grano greco) pani e pizze, grissini, zuppe, piadine etc
Seitan (alimento ricavato dal glutine) tofu, alcuni condimenti vegetariani, molte salse di soia

 

Scopri di più sulle intolleranze alimentari.

 

Le informazioni contenute in questa sezione sono fornite da JWT e non sostituiscono in alcun modo il parere medico o il consiglio del farmacista 


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